Agricoltura

Quando si possiede (custodisce) un podere da sette generazioni producendo per la propria famiglia e per clienti che molto spesso conosciamo personalmente è naturale che si coltivi con la massima attenzione, precauzione e prudenza.

Ovvero si faccia un uso molto moderato del concime (sempre di origine organica) e non vengano utilizzati fitofarmaci se non  prodotti utilizzati fin dai tempi degli antichi romani come tradizionale la Poltiglia Bordolese.

Il nostro accanimento nel mantenere in produzione i vecchi impianti spesso non ci consente l’utilizzo di trattori e non è raro che in alcune  olivete la meccanizzazione si limiti al solo decespugliatore manuale.

La potatura dell’olivo a vaso policonico, pur non essendo effettuata con i virtuosismi di una volta, continua ad essere un operazione eseguita con estrema attenzione e la raccolta delle olive avviene a mano con l’ uso delle reti, ma se la posizione di qualche olivo non consente l’uso della rete, si ricorre ancora alla raccolta “rituale” col trippino e la cistella a spalla.

Il costo economico di queste scelte di rigore produttivo e di tutela del patrimonio olivicolo è parzialmente attenuato dal rapporto personale con gran parte dei clienti che ci ha consentito finora di non sottostare alle procedure di controllo burocratico di consorzi e enti di certificazione, facendoci risparmiare cosi tempo, denaro e stress.

Non si tratta di assolutamente di un atto di sfiducia negli enti di certificazione, ma della presa d’atto che, almeno per aziende agricole di dimensioni produttive contenute, la conoscenza personale dell’agricoltore e della sua azienda può sostituire egregiamente la figura del sempre più burocratico garante.

Una scelta che condividiamo con alcune delle più serie e conosciute aziende vitivinicole italiane: più del consorzio garantisce la conoscenza dell’azienda.